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16/08/2007

La falce di luna c'è anche stasera, in un cielo celeste che sfuma nell'albicocca, mentre ieri a Monteflavio, sottile quanto un'artigliata, componeva con la sagoma della chiesa sulla montagna una sinfonia dalla dolcezza quasi melensa sui toni dell'azzurro cobalto
un cielo da fondale di presepio, ho pensato
e sono affiorati ricordi di tecnica di acquarello nell'osservare le velature delle montagne lontane
scura, meno scura, meno scura ancora, appena avvertibile

Altri ricordi, a tradimento, di lontanissime sagre patronali, e di processioni, si mescolano alla caciara di oggi
le pie donne  vestono  alla moda, ora, e sono fresche di parrucchiere
e le candele indossano un praticissimo collarino di carta, ché il vento non possa spegnere le fiammelle
mancano gli incappucciati delle confraternite, e la statua della Madonna non scintilla dell'oro di chili e chili di  ex-voto
collane, bracciali, anelli, orecchini
una cascata d'oro che ondeggiava al passo cadenzato dei portatori
non c'è lo stendardo completamente coperto di biglietti di banca (quelli di allora, grandi come lenzuoli) e i carabinieri non sono più in alta uniforme, col pennacchio rosso e blu

C'è una Madonna che stenta ad uscire dal portale della chiesa
quanti calcoli avranno fatto per valutare l'ingombro?
ma infine viene laboriosamente issata sulle spalle dei portatori e si avvia, tra le campane che suonano a stormo e i rulli di tamburo della banda, che sovrastano il  "Mira il tuo popolo o bella Signora" (toh, sempre quella!) cantata a voce troppo timida dalle pie donne

Quanto amavo la sguaiatezza delle voci di allora!
un canto religioso che prendeva il sapore di un canto di lavoro, di un canto di mondine
queste sono voci televisive, anche quando sono stonate

La Madonna - Wendy , che si sta facendo trascinare in aria da un angiolotto - Peter Pan
un piede ancora per terra, l'altro già in piena ascensione al cielo
e sul retro del gruppo scultoreo un cartello coi nomi dei donatori
(il prezzo di un pezzetto di paradiso?)
sparisce oltre la curva della stradina e la gente torna al bar, ché per il ritorno in piazza della processione c'è tempo
il sacrestano prova il microfono che userà il parroco per la preghiera
e un bambinetto vestito a festa caracolla sul sagrato, fermandosi davanti alla scalinata della chiesa
i gradini sono troppo alti per lui, che cammina da poco
e si siede sul primo gradino, minuscolo come un bambolotto

Poi le avanguardie di pie donne tornano in piazza con i loro gagliardetti e le loro candele
e la piazza lentamente si riempie di nuovo
per ultimi, Wendy e Peter Pan, che vengono sistemati davanti all'ingresso della chiesa

E il parroco parte col discorso
Ratzinger, guerre, bambini che soffrono la fame, sprechi intollerabili, unità della famiglia e blablabla

Io sono lontana, davanti allla vetrina illuminata a festa del vecchio tabacchi-drogheria-cartoleria-edicola, e fisso col naso all'aria quella collanina di perline gialle che contemplo tutte le mattine, prima di entrare a scuola
chissà che occhi ho, mentre la guardo in silenzio
chissà con quanta attenzione quest'omone in alta uniforme sta guardando me che guardo
papà, così imponente da intimidirmi, col suo pennacchio e le sue nappe dorate il giorno della festa patronale
papà che si china verso di me, persa nel mio sogno, e mi mette in mano la collanina, comprata per me

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