27/02/2006
E' successo ancora domenica mattina, alla fermata del bus mi guardo intorno, nella noia dell'attesa, e lo vedo un albero dal tronco scuro e rado fogliame secco che verrà estirpato solo dalle nuove gemme, che sembrano imminenti sotto il sole brillante e tiepido di questo strano febbraio
Lo vedo, come se una seconda palpebra da rettile avesse improvvisamente lasciato libero il mio occhio di vedere ciò che non vedo di solito una creatura scura, quasi spaventosa, tanto più grande di me, viva, innegabilmente viva ed io, e lui, e le case, e le macchine che passano, tutti insieme microbi poggiati su una immensa sfera che rotola nel buio del cosmo
Sensazione di vertigine
l'ha scritto Berenice alle 23:58 ~
permalink ~ commenti (5) 
24/02/2006
Mi scusi se mi impiccio - fa la garbatissima giovane cassiera del supermercato - ma posso chiederle come si chiama? rispondo, incuriosita Ah, bel nome! un nome importante! insoooomma... bello proprio no. E poi chi lo portava ha fatto una brutta fine la ragazza glissa elegantemente, cambiando discorso No, sa... mi sono permessa di chiederglielo perchè lei mi ricorda tanto mia nonna Adriana... una persona simpaticissima che adoro
nonna? urge rifare la tinta ai capelli
l'ha scritto Berenice alle 14:25 ~
permalink ~ commenti (4) 
20/02/2006
Cosa farò da grande
La nonnina davanti al caminetto, in un silenzio rotto solo dal crepitio della legna sul fuoco e dal ticchettio dell'orologio poca luce, solo quel tanto che serve per il lavoro all'uncinetto tra le mani caldo, persone addormentate intorno , profumo di legno e di cera la mente persa nell'intreccio dei fili e nel gioco delle fiamme
In pratica, il pomeriggio di ieri nel paesello fuori Roma il paradiso in terra, per me :)
l'ha scritto Berenice alle 13:20 ~
permalink ~ commenti (7) 
17/02/2006
Visite al cimitero
Capita, scorrazzando per la Rete, di essere trascinati dalla curiosità a tornare a visitare luoghi virtuali che un tempo ci avevano visti assidui e che abbandonammo per noia, fastidio o semplice arrivo al capolinea dell'esperienza.
Non so com'è per voi, ma per me le vecchie chat e i vecchi forum hanno l'odore dei fiori che avvizziscono sulle tombe un misto di odore di acqua stagnante e di fiori, anche profumatissimi da freschi, che esposti alla pioggia e al gelo hanno preso un sentore di putrido riconosci un po' delle vecchie persone, che ritrovi impegnate in vecchie chiacchiere, come se non fosse passato che un attimo dall'ultima volta in cui ti sentivi coinvolto nella conversazione qualche argomento è cambiato, ma non sono cambiati i modi che riconosci, da esterno, per quello che sono: gabbie comunicative
In quella gabbia sei stato anche tu, e ti sentivi autentico usavi lo stesso slang, ti divertivi agli stessi tormentoni, ti confortava l'autoreferenzialità che spingeva a trattare un forum come un microcosmo, e i suoi personaggi come standard come se, lì dentro, anche la realtà venisse forzata a prendere la forma di Tizio o di Sempronio era un gioco, lo sapevi perfettamente, ma facevi come se
Da visitatore, ti trovi a passeggiare in un mondo che non ti riguarda più da visitatore, hai l'impressione di un vuoto pneumatico riempito di chiacchiere, tempo perso, simulacri di amicizie da visitatore, vedi una massa di attori che si sono attribuiti un ruolo, e che continuano all'infinito a recitare la parte di sè stessi da visitatore, vedi anche chi eri, e cosa cercavi in quel mondo
e allora tiri un sospiro, perchè la sensazione di solitudine che ancora continui a provare, da cane randagio che ha perso i suoi padroni, si rivela per quello che è la solitudine del viandante, che deve percorrere una strada e lasciarsi dietro i vecchi giocattoli
l'ha scritto Berenice alle 15:00 ~
permalink ~ commenti (7) 
14/02/2006
Forse non c'era giorno più propizio di questo per la riflessione che facevo sul bus, stamattina seduta di fronte a un quarantenne seminascosto dalle ampie falde del Manifesto
Lo ammetto: sono attratta istintivamente da un certo prototipo dell'intellettuale di sinistra ascetico, con quell'aria stropicciata un po' così, quegli occhi slavati per il troppo leggere o il troppo guardare verso l'orizzonte gli occhialetti bordati di metallo, pulito ma spettinato e con la barba un po' lunga quel tanto di incolto e trasandato da suggerire una certa indifferenza all'aspetto esteriore (a volte la Berenice cinica sospetta che il raggiungimento dell'effetto costi non poche attenzioni davanti allo specchio)
E mi sono rivista ancora dentro, con tutte le scarpe, quel mio vecchio stereotipo quello stereotipo incarnato, esattamente trent'anni fa, dal mio ex marito
Pensavo di essermi disintossicata, ora che so quale borghese nell'anima a volte si nasconda dietro un aspetto da intellettuale alternativo e viceversa, sia chiaro ma con un sorriso che solo io sapevo di avere ho visto all'opera una parte adolescente di me, che contemplava adorante il lettore di Manifesto
Tutta colpa di una bella mattina assolata di una figlia innamorata e di quel mazzo di mimose che esplode in soggiorno, come un piccolo fuoco d'artificio
l'ha scritto Berenice alle 16:38 ~
permalink ~ commenti (3) 
07/02/2006
Cupio dissolvi
Ho una vita fatta a svolte e non morbide curve, ma drastici cambi di rotta arriva immancabilmente il momento in cui mi guardo indietro e mi chiedo cosa ho mai potuto spartire con certe persone, o certi luoghi quale sogno stavo inseguendo, e cosa ho ricevuto realmente cosa ho dato, quanto di me ho investito e, last but not least, cosa ne sarà di me una volta che le voci di quelli che lascio saranno svanite per la distanza perchè non sono una spavalda, diciamolo
ok, forse è la strada maestra per perdere tempo è un costruire per poi far saltare tutto in aria ma una che ha tirato avanti un matrimonio per vent'anni prima di demolirlo non dovrebbe esibire attestati di costanza la medaglia è già sul petto, e non serve altro nemmeno ricordare i nomi dei miei pochissimi ma decennali amici
Ma è più forte di me a volte non riesco più a mediare, nemmeno se ne andasse della vita mediare per potermi accucciare in un angolino, tranquilla tutto perde di senso, di scopo il gioiello è diventato polvere, e la lascio scivolare dalle dita
l'ha scritto Berenice alle 23:03 ~
permalink ~ commenti (3) 
04/02/2006
Datemi una macchina del tempo
Vorrei leggere come i libri racconteranno tra qualche centinaio d'anni questo periodo della storia d'Italia, con quali parole descriveranno la follia collettiva di un uomo e dei suoi elettori vorrei capire se avremo imparato la lezione una volta per tutte, o se il virus, come quello dell'herpes, si sarà limitato ancora una volta a imbozzolarsi, in attesa dell'occasione favorevole per risvegliarsi
sia chiaro che ancora una volta "voglio" essere ottimista e pensare che esisteranno ancora libri, e libri di storia
l'ha scritto Berenice alle 19:21 ~
permalink ~ commenti (4) 
|