27/01/2005
l'ha scritto Berenice alle 08:17 ~
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24/01/2005
La memoria è una strana bestia
Sul 93 (e tte pareva...) intabarrata di tutto punto con un vecchio, chilometrico e meraviglioso sciarpone, tessuto a righe avorio/nere, che apparteneva allo zio del mio ex marito sto lì in coma vigile, in attesa del capolinea dove scenderò, quando un bel vecchione dall'aria un po' svaporata, che mi occhieggiava ogni tanto, mi fa, con aria un tantino aggressiva Ma lei sa che quella sciarpa appartiene alla divisa del xxx reggimento xxx, che ha combattuto in Africa nella Seconda Guerra Mondiale? c'ero anch'io, sa? me la ricordo! (le xxx stanno per parole che non ho afferrato con chiarezza) io cincischio, senza sapere cosa rispondere, ma una rapida valutazione mentale mi conferma l'esattezza di quanto il vecchio aveva appena detto lo zio era militare, e aveva effettivamente combattuto in Africa, e quella sciarpa sembra fatta di mussolinianissimo orbace
Non è improbabile che quel vecchio non sarebbe stato in grado di dirmi cosa aveva fatto la sera prima, ma quella sciarpa, quella bella e insolita sciarpa, avrebbe potuto descriverla a memoria
l'ha scritto Berenice alle 13:24 ~
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19/01/2005
Fischia il vento, urla la bufera
e dalle finestre di casa filtrano correnti gelate tra queste "torri" si formano venti indescrivibili, che di solito si addolciscono appena si inizia a scendere in piano, nella strada principale ma non oggi, che tira una tramontana gelida dovunque
Son tornata a casa surgelata, sognando la mia bella doccia scrosciante di acqua bollente, ma aspetto di scongelarmi un po' prima di buttarmici, e intanto penso a quella bambina vista di sfuggita alla fermata del bus, in compagnia di un suonatore ambulante - quelli che salgono sul tram quando non è troppo pieno e chiedono l'elemosina al mio sguardo, una reazione pavloviana: la bambina spalanca la bocca in un immenso sorriso un sorriso fisso, da bambola, con gli occhi che non cambiano espressione devono averle insegnato che se sorridi la gente ti dà qualcosa in più
Ho distolto lo sguardo, sentendomi un'approfittatrice diciamola tutta, un verme oppressa dal pensiero di essere impotente a cambiare il mondo
Devo fare qualcosa, assolutamente non fosse per altro che ricevere un vero sorriso da una bambina sconosciuta
l'ha scritto Berenice alle 20:16 ~
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17/01/2005
La mia sfiga è finita
evvai! il braccialetto che Giulia mi ha portato da Bahia non mi fa allergia :) una catena piena di ciondolini tintinnanti, alcuni identificabili ed altri no, ma tutti di buon augurio una scarpetta, un boh? panciuto, un cerchio con una campanella, una figa nera (Affrè, ce n'è una anche per te, che ti porterò quando verrò giù), una pannocchia di mais, un berimbau, un pesce, un altro boh? panciuto ma diverso dal primo e un agogo ora sì che non ho paura di nulla! ;)
p.s. che sia che non sia, oggi, primo giorno in cui l'indossavo, sono arrivate due belle notizie di lavoro insomma, non è vero ma ci credo! :D
l'ha scritto Berenice alle 22:39 ~
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Tanti racconti fino a notte fonda, con l'entusiasmo che le sprizza dagli occhi e sentir dire per la prima volta, da un'innamorata dell'Italia come lei, "voglio laurearmi, imparare bene inglese e portoghese e andare a vivere lì" e in primavera la tradizionale gita scolastica pre-maturità a Lisbona, putacaso
Mi chiedo se riuscirò a vedere un pezzetto di mondo prima di tirar le cuoia, o di essere tanto acciaccata da non poter più viaggiare mai come oggi sento il peso degli anni, e delle scelte sbagliate che ho fatto
l'ha scritto Berenice alle 11:54 ~
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14/01/2005
ok, è inutile che cerchi cartine coi fusi orari e tenti di farmi due conti.... le tabelle dei voli rimangono indecifrabili sapere se gli orari che riportano sono in ora locale del punto di partenza, o in ora locale del punto d'arrivo o (orrore!) dello scalo di transito oppure, salomonicamente, del GMT, rimarrà per me sempre un mistero fatto sta che più o meno all'ora di pranzo Giulia sarà, o dovrebbe essere, qui metto su un bel pranzetto e cerco di non pensare...
e se poi mi telefonerà da Fiumicino vieni a prendermiiiiiiiii!! ????? ggesù, che stress
l'ha scritto Berenice alle 11:19 ~
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12/01/2005
L'amministratore si è salvato in zona Cesarini dalle mie polpette avvelenate dopo lunga e penosa malattia, stasera i termosifoni sono bollenti
Via i bozzoli di coperte, via le stratificazioni di pile riscopro il piacere di non rabbrividire, in quell'attimo eterno prima che il getto bollente della doccia mi colpisca, e rifletto su quanto sia diventata mollacciona, dopo un'infanzia trascorsa senza un raffreddore e senza lagne in case senza riscaldamento
l'ha scritto Berenice alle 19:31 ~
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Ancora al freddo e al gelo come Gesù Bambino (se oggi nulla cambia, stasera regalerò polpette avvelenate all'amministratore), ma sono allegra perchè ieri sera Giulia mi ha telefonato non speravo di sentirla prima di giovedì, con un piede già sull'aereo, e invece ha avuto pietà della sua vecchia, che ormai scalpita dall'impazienza di riabbracciarla :D
Ne avrà da raccontare chissà per quanto... per ora ho solo briciole gatti sull'altare di chiese in stile barocco-coloniale, dune di sabbia bianca come zucchero, travestiti che tessono treccine a velocità supersonica, isole, profumi, tartarughe quanto basta per fantasticare una vita diversa, una casetta bianca in riva all'oceano, la memoria azzerata
l'ha scritto Berenice alle 08:31 ~
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11/01/2005
Terzo giorno senza riscaldamento, mannaggia la pupazza... questo palazzo (detto non impropriamente Torre, visti i 16 piani), ha tubature svizzere, a grana di gruviera, e se non si tratta della colonna dell'acqua, esplosa prima di Natale nel mio appartamento, si tratta della colonna del riscaldamento, esplosa stavolta al 204 (che sta per "secondo piano interno 4") ho ormai il fondato sospetto che gli avvisi che l'atletico benchè incartapecorito amministratore (abita di fronte a me ed ha l'abitudine di tornare a casa salendo a piedi sino a questo decimo piano ) affigge in bacheca, sul portone d'ingresso, sulle porte degli ascensori, insomma dovunque, siano ciclostilati per risparmiare tempo, e che sia lasciato in bianco solo il numero dell'interno, da compilare al momento
Risultato: strati su strati di indumenti in pile per rimanere in casa, e imbozzolamenti a mo' di mummia e borse calde per andare a dormire, sinchè l'idraulico non avrà avuto ragione del danno no, perchè se continuiamo così, venerdì Giulia perderà di colpo l'abbronzatura tropicale e passerà al colorito grigio-ghiaccio, per repentina surgelazione
in compenso, buon per me, perchè corre voce che il freddo rallenti il processo d'invecchiamento 
l'ha scritto Berenice alle 09:50 ~
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08/01/2005
Come da copione...
ho iniziato il conto alla rovescia per il ritorno alla base di Giulia il tutto mentre lei, ignara, continua ad abbrustolirsi sulle spiagge di Porto Seguro Mi manca, quella sciagurata e per abituarmi alla sua assenza definitiva da casa ho ancora tempo, spero....
Nel frattempo, realizzo di non aver realizzato un bel nulla dei mirabolanti progetti che avevo concepito per questo periodo di feste e casa-tutta-mia non ho scritto un capolavoro, non ho fatto le pulizie di fino a casa, non ho vinto al superenalotto mi sono in pratica limitata a dormire, stramangiare e e bivaccare sui divani, con la micia installata addosso in permanenza ed impegnata a rassettarmi con cura collo, orecchie, naso, capelli e maglioni un tenerissimo assedio, a tratti ossessivo (non a caso, ho sognato di incontrare un gattone che mi saltava addosso e mi sbaciucchiava come un vero casanova... praticamente un incubo!)
l'ha scritto Berenice alle 10:43 ~
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03/01/2005
Com'era lontana e sognante la sua voce, ieri notte
persino quell'intervallo tra domande e risposte parlava di luoghi diversi da questa realtà
Rio è bellissima ma qui... qui è meraviglioso, mummy...
L'ho vista con gli occhi della mente passeggiare come Dona Flor a Pelourinho, la parte vecchia di Bahia, ancheggiando sui suoi sandaletti, ormai bruna come una giovane mulatta
Spero si ricordi di portare una rosa bianca sulla tomba di Amado
chissà... forse, un giorno, potrò farlo anch'io
l'ha scritto Berenice alle 09:04 ~
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01/01/2005
Gli amici sono andati, dopo tanto mangiare, tanto bere e tante risate, ed io sono sola, davanti a L'arpa birmana, su La7
strano inizio d'anno, senza dubbio, ma giusto, a modo suo
E' stato il primo film che abbia visto in vita mia, bambina dimenticata una sera, chissà come, davanti alla televisione
negli anni, mi ha accompagnato il ricordo nebuloso, e intrecciato di aggiunte spurie che venivano da favole e fantasticherie, di un viaggio all'interno di una gigantesca statua sdraiata del Buddha
Trent'anni dopo riuscii a ritrovarlo in videoteca
e nel rivederlo mi trovai travolta da un'emozione inesprimibile e violentissima
lacrime incontenibili davanti al piccolo Mizushima, che sceglieva la pietà
E stanotte lo rivedo scegliere la sua terribile strada
dare sepoltura ai morti abbandonati sui campi di battaglia
l'unico gesto possibile di pietà che in queste ore, in questo mondo, lontano da qui, si possa offrire a tanti innocenti
l'ha scritto Berenice alle 03:31 ~
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