la creazione è avventura, è giovinezza, è libertà




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Sono passati di qui
*loading* curiosi


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30/11/2004

Un'altra microlettera d'amore

Quando ti guardai, appena nata, avevi il cipiglio di uno irritatissimo per esser stato buttato giù dal letto nel bel mezzo di un bel sogno
mi fissasti calma, dritto come una spada, negli occhi (stupido chi dice che i neonati non vedono) con l'aria di chi si chiede e questa ora chi è?
confesso che mi sentii a disagio, alle prese con qualcuno che - lo capii subito - non era un bambolotto (anche se eri bellissima persino in quel momento, pesciolino appena pescato dal mio oceano), ma una persona che guardava, soppesava e forse giudicava

Fosti facile da allevare
te ne stavi tranquilla, con quegli occhi acuti spalancati ad osservare, incamerare tutto ciò che ti si parava davanti
e ricordo le tue strilla disperate il giorno del battesimo, perchè ti tenevo in braccio col viso contro la mia spalla e ti impedivo di vedere lo spettacolo di quel prete in paramenti solenni, in quella meravigliosa chiesa barocca
e ricordo il tuo silenzio improvviso e il tuo sguardo incantato e attento, appena ti cambiai di posizione e ti sistemai "in prima fila"
ebbi il sospetto che avresti risposto tu alle domande del rituale, se solo avessi saputo già parlare

Quegli occhi che diventavano sempre più profondi, via via che sperimentavi il bello e il brutto di essere nati
le immagini buffe dei libri per bambini, il sorriso intimidito di quel compagnetto dell'asilo che ti voleva sposare, gli insulti che quelle compagne alle elementari ti scrivevano, su quei bigliettini che non volevi farmi leggere per non darmi dispiacere, il dolore per la tua gattina, troppo malata per sopravvivere, il tormento di avere due genitori che non si sopportavano più

Ma impararono anche a ridere a crepapelle, quegli occhi
per il solletico, per una storia di Margaret May, per le mie storpiature della canzoncina di Heidi, per un buon lancio a mell ball, davanti ai regali di Natale, nello specchiarti mentre ciabattavi con le mie scarpe col tacco alto

Quegli occhi che ora a volte sono velati, e che a volte sfuggono il mio sguardo per non parlare troppo
quegli occhi sono e rimarranno sempre bellissimi, Giulia
limpidi, profondi, vellutati, sinceri

29/11/2004

Sto invecchiando, sì...
certe persone il cui comportamento, in passato, mi avrebbe fatto incazzare come una biscia, ora suscitano in me solo pietà...
Mi sembra che la vita sia un'occasione così unica e speciale, e che le strade che si imboccano ad ogni bivio determinino così pesantemente il nostro futuro, da non poter provare altro che compassione per quei poveri infelici che vivono ad occhi chiusi facendo, per incuria, del male a sè stessi e agli altri, anche e soprattutto quelli che amano.

Forse perchè tra sette anni avrò la stessa età che aveva mio padre quando morì
è come se i suoi cinquantasette anni segnassero un limite, per me, e l'esperienza della sua perdita (avevo solo diciannove anni, allora) mi trascinasse a fare, in certi momenti, pensieri più vecchi di me
come guardare le cose attraverso un binocolo rovesciato, che fa apparire più lontane, e in prospettiva, situazioni in mezzo alle quali mi trovo ancora

p.s. tornando nella realtà dei miei cinquanta e ripiombando nei miei entusiasmi da ragazza coi capelli brizzolati, mi è arrivata ora una telefonata di Giulia
9 e mezzo in arte, da un professore molto stitico... :O
che figlia, che figlia!! :D

27/11/2004

Perle ai porci - secondo round

Chi bisognerà compatire di più? l'elargitore di perle, che sperpera le proprie ricchezze (inesauribili, peraltro) senza riflessione, ma spinto unicamente dal proprio cuore
oppure i porci, ciechi per ignoranza, incapaci di capire il valore di ciò che viene loro elargito, appagati dal loro microcosmo di fango chiuso tra le pareti del porcile?

L'epilogo è scontato: l'elargitore di perle troverà qualcun altro cui donare, che saprà apprezzare e ricambiare il dono, mentre i porci continueranno a rotolarsi nel fango in compagnia dei loro simili

L'unico fattore sconosciuto è il tempo...

26/11/2004

Perle ai porci

Amare chi non merita il tuo amore
dare tutto a chi non dà nulla
dare il massimo quando il tuo minimo sarebbe molto più del necessario
è più da masochista o da sadico?

guarda te che domande mi frullano per la testa stamattina...

24/11/2004

Si accettano consigli

Cosa potrei farmi portare dal Brasile? (Giulia passerà tutte le vacanze scolastiche di Natale, e qualche giorno in più, tra San Paolo, Rio, Bahia e l'isola Fernando de Noronha)

Sono troppo vecchia e grassa per quei bikini striminziti...
qualcosa, piuttosto, che gratifichi il palato? musica (e quale, in particolare)?
insomma, se non le darò indicazioni la scellerata mi propinerà qualche ignobile ciofeca di suo gusto...

Curiosa scoperta...
la poesia che più ho amato da bambina, che mi incantavo a leggere e rileggere sul tomo dell'enciclopedia riservato ai poemi e ai poeti, è una poesia minore di Rainer Maria Rilke, il poeta che, insieme a Thomas Stearns Eliot, amo di più ora, nella mia seconda infanzia

"will be to arrive where we started
And know the place for the first time", direbbe ammiccando Thomas :)

L’oscuro era ricchezza nella stanza
dove il fanciullo, ben nascosto, sedeva.
E quando la madre entrò come in un sogno
tremò nell’armadio silenzioso un bicchiere.

Ella sentì come la stanza la rivelava,
e baciò il suo bambino: Sei qui?…
Poi guardarono ambedue il pianoforte,
ché qualche sera lei aveva una canzone
e il bambino vi restava stranamente preso.

Sedeva tranquillissimo. I grandi sguardi pendevano
dalle mani di lei, che tutte curve dagli anelli,
come se ella avanzasse pesante in una bufera di neve,
andavano sopra i tasti bianchi.

23/11/2004

It's a long way to the top

Quando un coinquilino ti ferma al portone del palazzo per chiederti se sei una donna di servizio che va a lavorare in qualche casa
quando occhieggi con un filino d'orrore in autobus la balena dai capelli giallo cromo con radici nere e finisci per chiederti se anche lei non stia occhieggiando te con un pizzico di pietà
quando il tabaccaro giovane insiste a darti del tu e tu pensi brutto scimunito, non vedi che sono una signora?

beh, è proprio ora di darsi una rassettata

22/11/2004

Microlettera d'amore

So che non vuoi tirarti indietro e vuoi seguire fino in fondo la strada che ritieni giusta
tu sfrontata, pura di cuore, gentile, senza maschera
piccola guerriera già segnata dal dolore
dovrò indovinare le tue lacrime e nascondere le mie
e assistere al tuo combattimento senza una parola

Comunque vada la tua battaglia, sappi che sei andata oltre le mie speranze
oltre ogni desiderio potessi esprimere
e che basta guardarti negli occhi per vedere lo splendore del fuoco che è dentro di te

Col tempo imparerai che il mondo è anche buono
che si può essere accolti, e consolati
che la gioia è cosa semplice
che si possono deporre le armi perchè nessuno attaccherà
aspetto quel momento e prego, come può pregare una come me

e sono qui

11/11/2004

Voja da lavorà sarteme addosso

Sarà novembre, che induce al sonno e alle fantasticherie sotto il piumino
sarà la mia congenita pigrizia di fronte alle situazioni meno che catastrofiche
sarà che il capo è ad un convegno a Genova e, al momento, non ho lavori particolari da fare in Istituto
insomma, non ho voglia di fare un tubo
nemmeno andare a caccia di altro lavoro che, detto tra noi, mi servirebbe come il pane

Se non mi sbrigo ad uscire da questo letargo la vedo nera...
qualcuno dovrebbe inventare qualche esercizio di fitness per la mente

09/11/2004

Attualmente sono circondata da:
- una figlia innamorata cotta, dall'umore costante come il percorso di un ottovolante
- un'amica abbacchiatissima che si è appena lasciata col suo ventennale amore (meglio tardi che mai, dico io, perchè il soggetto era uno stronzo col botto) e ancora non se ne dà pace
- un amico trentenne stufo delle giovincelle, che ha deciso di aver trovato in me la donna della sua vita e si propone perciò come Romeo della sottoscritta, ottenendo in risposta solo risate fragorose

tutto 'st'amore che svolazza intorno a me, manco fosse aprile...
quasi quasi mi viene voglia di innamorarmi :)

e qui Dorothy ci sta tutta

Non sopporto il mio stato mentale:
sono scontenta, garrula, asociale.
Odio i miei piedi, odio le mie mani,
non m’interessano lidi lontani.
Temo il mattino, la luce del giorno;
odio, la notte, a letto far ritorno.
Maledico chi agisce onestamente,
non tollero lo scherzo più innocente.
Non mi appagano un quadro, una lettura:
per me il mondo è soltanto spazzatura.
Sono cinica, vuota, scombinata.
Non so come non mi abbiano arrestata
per quel che penso. I vecchi sogni andati,
l’anima a pezzi, i sensi torturati.
Non mi è chiaro nemmeno come sto,
ma certo non mi piaccio neanche un po’.
E litigo, cavillo, gemendo di paura:
penso alla morte, alla mia sepoltura.
L’idea di un uomo mi lascia sconvolta…
Sto per innamorarmi un’altra volta.

05/11/2004

Dalle stelle alle stalle

Come usare una mattina libera? infornando 2 torte 2
torta di mele e ciambellone allo jogurt col cocco

mi sento tanto nonna Papera :D

Se guardate dritto davanti a voi nell'oscurità cercando di scorgere il nemico, non lo vedrete.
I suoi movimenti lo tradiscono solo alla periferia dello sguardo, dove vista e intuizione si incontrano, e dove i nostri sensi sono più acuti.
O si impara questo o non si riesce a sopravvivere.


dai "Consigli alle truppe d'assalto in Vietnam"

04/11/2004

Lettera al vincitore

Grazie a lei, grande leader.
Grazie, George W. Bush.

Grazie di mostrare a tutti il pericolo che rappresenta Saddam Hussein. Parecchi di noi hanno forse dimenticato che è stato lui ad utilizzare le armi chimiche contro il suo popolo, contro i Curdi, contro gli iraniani. Saddam è un dittatore bagnato nel sangue, una delle espressioni più chiare del male di oggi.

Ho, però, altre ragioni per ringraziarLa. Durante i primi due mesi dell'anno 2003, è riuscito a mostrare al mondo tante cose importanti, e per questo lei merita la mia riconoscenza.
Così, ricordandomi di una poesia che conoscevo da piccolo, vorrei dirLe Grazie.

Grazie di aver mostrato a tutti che il popolo turco ed il suo governo non si vendono, neanche per 26 miliardi di dollari.

Grazie di mostrare a tutti il grande abisso che esiste tra le decisioni dei governi e le aspirazioni del popolo. Di far vedere chiaro che Jose Maria Aznar come Tony Blair non hanno nessun rispetto per le voci di chi li ha eletti, non prendendoli affatto in considerazione. Aznar è stato capace di ignorare il 90% degli spagnoli che si è schierato contro la guerra, e Blair non ha tenuto conto di una delle più grandi manifestazioni pubbliche negli ultimi anni in Inghilterra.
Grazie perché la sua perseveranza ha spinto Tony Blair ad andare al parlamento britannico con un dossier truccato, redatto da uno studente dieci anni prima, e a presentarlo come "prove inconfutabili raccolte dai servizi segreti britannici".

Grazie di aver fatto in modo che Colin Powel si mostri ridicolo presentando al Consiglio di Sicurezza ONU delle foto che, una settimana dopo, sono state pubblicamente contestate da Hans Blix, l'ispettore responsabile del disarmo in Iraq.

Grazie perché la sua posizione a favore della guerra è servita al ministro degli affari esteri francesi, che dopo aver pronunciato il suo discorso contrario alla guerra, ha ricevuto l'applauso della camera plenaria. E per quello che ne so, questo sembra sia successo una sola volta nella storia dell'ONU, in occasione del discorso pronunciato da Nelson Mandela.

Grazie, perché grazie ai suoi sforzi a favore della guerra, i paesi arabi -generalmente divisi- hanno condannato un'invasione, durante la loro riunione, nell'ultima settimana di febbraio.

Grazie, perché grazie alla sua retorica che afferma che l'"ONU aveva un'opportunità per mostrare la sua importanza", anche i paesi più ribelli sono finiti per prendere una posizione contraria all'attacco contro l'Iraq.

Grazie, perché la sua politica estera ha portato il ministro degli affari esteri britannico, Jack Straw, a dichiarare in pieno XXI secolo che "una guerra possa avere delle giustificazioni morali" - e a perdere così tutta la sua credibilità.

Grazie per provare a dividere un'Europa che lotta per la sua unificazione; questo avvertimento non sarà da noi ignorato.

Grazie perché lei è riuscito come nessun altro nell'ultimo secolo a radunare milioni di persone da tutto il mondo, che si battono per la stessa idea - anche se questa idea è l'esatto opposto della sua.

Grazie per farci sentire ancora una volta che le nostre parole anche se non sono ascoltate, sono almeno pronunciate.

Grazie per averci ignorati, di aver emarginato tutti quelli che hanno una posizione contraria alla sua decisione, perché l'avvenire della Terra appartiene agli esclusi.

Grazie perché, senza di Lei non avremmo conosciuto la nostra capacità di mobilitazione. Potrebbe non essere utile oggi, ma sarà sicuramente utile nel futuro.

Ora che i tamburi della guerra sembrano suonare in maniera irreversibile, vorrei fare mie le parole di un re europeo che una volta pronunciò davanti all'invasore: "Che la mattinata sia bella per voi, che rispecchi il sole sulle armi dei vostri soldati - perché questo pomeriggio cambierò i vostri piani".

Grazie per permettere a tutti noi, armati dall'anonimato, che giriamo nelle strade per provare a fermare un processo ormai in marcia, di scoprire cosa sono le sensazioni di impotenza, di imparare ad affrontarla ed a trasformarla.

Approfitti allora della sua mattinata e di tutta la gloria che essa le porta.

Grazie, perché lei non ci ha ascoltati. Sappia che noi la ascoltiamo, e non dimentichiamo i suoi propositi.

Grazie, grande leader, George W. Bush.
Grazie tante.

Paulo Coelho




"Mille Grazie, Presidente Bush" di Paulo Coelho
Tradotto dal francese da Asem Khalil - LE MONDE, Mardi 18 Mars 2003, Pag. 16

03/11/2004

Il predominio del cretino

La riconferma di Bush si profila chiara all'orizzonte
salvo miracoli dell'ultimo momento, una massa di asini col paraocchi avrà scelto per tutti noi.
Non ci rimane che sognare un'Europa forte e compatta, che possa essere interlocutrice, e non lacchè

Sognare contro il pessimismo della ragione
contro ogni evidenza

01/11/2004

Peccato che non sia possibile fare trasfusioni di serenità...
peccato che a volte non si possa far altro che essere accanto...
peccato che si debba assistere alla sofferenza di qualcuno sapendo che è il crogiolo dal quale quella persona uscirà migliore...

peccato non essere onnipotenti...

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Va da sè, in questi tempi oscillanti tra il copiereccio e l'autocelebrativo, che il contenuto integrale di questo blog è da intendersi pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.
Mucchetta può svolazzare grazie ad uno script di Thomas Brattli modificato da Scimmiapelosa, ai quali va la mia sempiterna gratitudine. Il resto è farina del mio sacco.
Infine devo avvisarvi che questo blog è visibile al meglio con Mozilla e Firefox.... bwahahahahahahah!!